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by yanfry inserita: Marzo 11, 2010, 02:23:06 pm Domani (oggi 11/03/2010) alle 15, alla Camera dei Deputati si terrà il convegno, Internet è libertà - perché dobbiamo difendere la Rete. Il programma è di straordinario interesse: Introduce il Presidente della Camera Gianfranco Fini, segue una lectio magistralis del Prof. Lessig e, quindi un dibattito cui interverranno Franco Bernabé, Umberto Croppi, Fiorello Cortiana, Juan Carlos De Martin, Paolo Gentiloni, Stefano Quintarelli e Paolo Romani.A margine del convegno in Rete è nata un’iniziativa di singolare efficacia che Marco Massarotto spiega qui. Un tag, su Twitter (#difenderelarete) attraverso il quale ciascuno di noi potrà fare arrivare direttamente il suo “perché difendere la Rete” direttamente alla Camera dei Deputati sul tavolo dell’On. Fini. Qui il link a Twitter per scrivere il vostro perché. Il mio perché difendere la Rete è questo: #difenderelarete perché rappresenta la prima concreta possibilità nella storia dell’uomo di trasformare la libertà di manifestazione del pensiero da eterna ambizione e speranza ad effettivo diritto universale dell’uomo e del cittadino.Fonte: http://www.guidoscorza.it/?p=1609Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5/it/27 Visto | 1 Risposta
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by yanfry inserita: Febbraio 26, 2010, 01:09:43 pmParigi, 25 febbraio 2010 - Un documento inquietante sulla politica Internet scritto dalla Presidenza Spagnola del Consiglio dell'Unione europea è stata pubblicata. Pur chiedendo agli Stati membri di dettagliare le loro linee guida per la repressione delle attività illegali su Internet, la Presidenza amalgama pornografia infantile, xenofobia e razzismo alla violazione del copyright. Nessuno si aspetta l'inquisizione spagnola!Sviluppando questa inaccettabile confusione, il documento si spinge fino a dire che " Internet diventa uno strumento di regressione sociale". Una tale spietata strumentalizzazione della paura, al fine di imporre politiche repressive - come il filtraggio dei contenuti su Internet - non è tollerabile per l'Unione europea. Queste domande (vedi sotto) sono chiaramente orientate a giustificare l'imposizione del filtraggio e del blocco dei contenuti Internet e la sua estensione ad un numero crescente di settori. Pur essendo un'inefficace strumento di enforcement, tali misure riguardano l'architettura decentralizzata di Internet e violano il principio della neutralità della Rete. Esse aprono anche la porta alla censura, visto che l'applicazione dei tradizionali limiti alla libertà di espressione attraverso il filtraggio della rete espone gli utenti di Internet a collaterali blocchi di "innocenti" siti web (overblocking). " Una tale reazionaria strumentalizzazione della paura da parte della Presidenza spagnola non è tollerabile. Le nostre società moderne devono considerare Internet come uno spazio pubblico per il progresso culturale, economico e sociale, non un fantasticato Far-West, dove nessuna regola si applica. I cittadini che amano la loro libertà e Internet, sono minacciati da questo piano securitario per controllare la sfera pubblica in rete. I cittadini d'Europa, specialmente in Spagna, devono seguire la guida della Red Sostenible Iniziative 1 e opporsi a questa visione estremista e pericolosa ", dice Jérémie Zimmermann, portavoce e co - fondatore de La Quadrature du Net. Domande poste dalla Presidenza spagnola agli Stati membri 1. Come combattete la pornografia infantile, la violazione dei diritti di proprietà intellettuale ed i contenuti razzisti e xenofobi su Internet nel vostro paese? Siete in grado di bloccare l'accesso ai siti web con questo tipo di contenuti nel vostro paese? 2. Cosa pensate dovrebbe essere fatto per combattere questo tipo di attività a livello dell'Unione europeo? 3. Come possiamo combattere questo tipo di contenuti dai server che trasmettono dagli Stati al di fuori dell'Unione europea? Per essere compatibili con i principi democratici dell'Unione europea, le risposte devono rimarcare che: * Le misure di blocco e filtraggio sono inefficaci, poiché possono essere facilmente aggirate. Inoltre, gli studi dimostrano che tutti i metodi danno luogo all'overblocking, vale a dire, disabilitare l'accesso a siti perfettamente legittimi, mettendo così in pericolo la libertà di espressione e di comunicazione degli utenti di Internet. * Anzichè il filtraggio, l'unica soluzione efficace quando si combatte contro il crimine online è quella di far rimuovere i contenuti dai server 2. * Per garantire lo Stato di diritto su internet, l'Unione europea dovrebbe rifiutare di aggirare i processi giudiziari. Solo un giudice dovrebbe essere in grado di dichiarare un dato contenuto o un'attività illegale. * Per far rispettare le leggi e garantire l'effettività delle decisioni giudiziarie e preservare la natura libera e aperta di Internet, l'UE dovrebbe rafforzare la cooperazione internazionale su questi temi. 1. Vedi: http://red-sostenible.net/index.php/Comunicado 2. Il governo tedesco ha recentemente annunciato che non intende applicare la legge sui blocchi di Internet, preferendo passare ad una nuova legge per migliorare gli sforzi volti a rimuovere i contenuti illegali da server. Vedi: http://www.spiegel.de/politik/deutschland/0,1518,676669,00.html . Fonte: http://www.laquadrature.net/en/spanish-presidency-towards-digital-inquisitionLicenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/Traduzione a cura di Scambioetico 73 Visto | 0 Risposte
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by yanfry inserita: Febbraio 18, 2010, 10:14:15 am Allora ci siamo! Il gruppo dei “ 60 audaci per difendere Internet in Italia” si sta organizzando. Ci sono ragazzi/e che vengono da • Milano (in camper) • Treviso • Veneto • Genova • Pesaro • Pescara, • San benedetto del Tronto • Roma • Lecce • Napoli.Evento mediatico organizzato da Enzo Di Frenna e Claudio Messora.Sabato 20 febbraio, alle ore 16, saremo davanti all’ambasciata americana a Roma (invia via Vittorio Veneto, lato via Bissolati) per protestare contro il decreto Romani ammazza-internet, con il quale vuole mettere il bavaglio alla video informazione web. E in sostanza, favorire il controllo deei contenuti televisivi da parte dei grandi network in mano alla solita lobby politica. Parleremo con la forza del silenzio e il potere delle immagini. Saremo in fila davanti all’ambasciata, con i tamburi Dunun ai lati. Ad un segnale convenuto, ci toglieremo le scarpe e saremo a piedi nudi. Poi ci benderemo con una fascia nera (il Decreto Romani ci vuole impedire di vedere cose diverse da quelle propinate dai network tradizionali) e canteremo in coro “ Mr. President, help the Internet in Italy!”. Nel frattempo, gireremo un video e lo diffonderemo in inglese su You Tube, rivolgendo un appello alla comunità internazionale, per denunciare quanto sta accadendo in Italia. Con l’aiuto degli utenti e dei blogger, attiveremo un grande TAM TAM digitale. Ci rivolgeremo simbolicamente a Barack Obama, certamente il presidente più favorevole alla libertà di informazione in Internet, e chiederemo di prendere una posizione contro il governo italiano, che rientra tra quelli che legiferano a favore della censura in Rete. Hanno gia parlato della nostra iniziativa • Tv Svizzera• L’Espresso (pag. 64) • Il Fatto Quotidiano• Piovonorane.it• Beppegrillo.it• Luisacapelli blog• Gruppo su Facebook (8.297 iscritti) e molti altri… Se volete partecipare, scrivetemi: c’è ancora qualche posto libero! E’ tempo di passare dalla protesta del semplice clic, all’azione audace e spettacolare. E tentare di colpire sul piano mediatico questa lobby anti-internet. Fonte: http://www.enzodifrennablog.it/dblog/articolo.asp?articolo=668108 Visto | 0 Risposte
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by yanfry inserita: Febbraio 15, 2010, 10:00:48 amIn breve: DNS modificati, anzi, trasfigurati. Filtri, IP, o firewall che siano, in funzione. The Pirate Bay non si raggiunge più dall’Italia. Ma a quali costi? E, soprattutto, con quali risultati? Semplice: meno di nienteSembra quasi che mi abbiano letto nel pensiero: mentre scrivevo che era inutile agire solo sui DNS, suggerendo che forse passare anche al filtraggio IP sarebbe stato un po’ esagerato ma più autoritario, l’hanno fatto. Adesso la connettività verso The Pirate Bay è stata intercettata proprio a livello IP. Risultato: il sito è inaccessibile, da qualunque connessione, anche se si usano DNS propri, free, Open o qualsiasi altro tipo di DNS non censurato. Di nuovo, la domanda sòrge spontanea (notare la “o” aperta in sorge, pronunciata alla Antonio Lubrano): e adesso? Ora che, dal basso della propria ignoranza di cose della Rete, si è brutalmente dato un colpo di vanga alla formalità accademica del servizio DNS, ora che si è impedito il transito di traffico verso l’indirizzo della Baia, cosa si pensa di aver ottenuto? Si pensa di aver sradicato la pirateria, di aver dato una lezione a quei cattivacci che scaricano dal pirtupì? Ma neanche per sogno, si è fatto l’ennesimo buco nell’acqua, per di più servendosi di un costosissimo trapano professionale, con punta rinforzata come se si volesse forare l’acciaio a mo’ di burro. Ma resta un grosso buco nell’acqua. Costoso per la comunità, per di più. Infatti: 1. Si è rimessa in moto la macchina della giustizia, magistrati, avvocati, studi legali, carte bollate, plichi, raccomandate, dossier, faldoni. Un colosso dai costi abnormi, dall’efficienza pessima e dall’efficacia – come dimostrano i fatti – nella circostanza pressoché nulla. 2. Si è proceduto, ancora una volta, con leggerezza e superficialità ad alterare il comportamento di un sistema come il DNS che, per definizione, deve fornire sempre la medesima risposta, qualunque server sia interrogato in qualsiasi parte del mondo. Un atteggiamento non difforme da quello di chi, ignorante della storia antica, dipinge murales dove è assolutamente inopportuno (con tanti luoghi che ci sarebbero, invece, da abbellire). 3. Si è gravato sui bilanci dei provider i quali, oltre a dover alterare obtorto collo i propri DNS in maniera assolutamente anti-accademica, hanno dovuto alterare altrettanto obtorto collo il comportamento della propria rete, ponendo il veto a una determinata direttrice. Che lo si sia fatto con regole di filtraggio IP, o con un firewall, o altro, poco importa: per il provider è un costo, e per l’armonia della Rete è una coltellata. 4. Ai fini della repressione, l’intendimento finale del provvedimento, si è ottenuto un risultato prossimo allo zero: ancora non ci sono ma, tra qualche tempo, sono assolutamente certo che le statistiche di Rete mi daranno ragione. Mentre state leggendo questo mio sproloquio, non penserete mica che nessuno più stia scaricando – lecitamente o illecitamente, a questo punto poco importa – dati da Bit Torrent, da DC++ o da eMule, vero? No, non pensatelo, non siate così ingenui. Certamente, perché non c’è solo IPREDator, ci sono molte altre possibilità. Per gradire, un aperitivo lo offre questo affezionato lettore di vecchia data di Punto Informatico, che in un commento ha scritto praticamente un How-To per non soffrire della baggianata di cui stiamo parlando. Risolto il “problema” DNS che, come spiegavo la scorsa settimana, può essere anche un servizio messo in piedi sul proprio stesso computer invece di un servizio pubblico non censurato, resta un fatto: aver bloccato The Pirate Bay non significa aver bloccato Bit Torrent. Se si è in possesso di un file .torrent, l’assenza della Baia dei Pirati inficia in modo del tutto trascurabile la possibilità di scaricare. E per cercare file .torrent, come ben sanno i lettori di queste pagine e non solo, non è affatto necessario che esista in funzione il motore di ricerca The Pirate Bay. Esatto, perché ciò che si è fermato è sostanzialmente quello: il motore di ricerca, null’altro. Se si volesse ottenere un abbozzo di risultato occorrerebbe filtrare tutti i motori di ricerca di file .torrent, il che naturalmente è quasi impossibile. L’ho già detto in tempi non sospetti o, almeno, meno sospetti di oggi: era il 2008 e scrivevo sul mio blog “ Inutile fermare la Baia, c’è molto altro”. Concetto che, naturalmente, vale ancora oggi. Se non bastasse, se si volesse più tutela antificcanaso, non c’è che da scegliere e, forse, per chi non ha nulla da nascondere, sarebbe il caso di iniziare ad adottare qualche accorgimento. Per esempio, utilizzare UltraVPN, una VPN a prezzi ultra-modici – un pò come IPREDator – che, per navigare, va più che bene. Sul punto può servire anche un Proxy gratuito, DMOZ ne fornisce un elenco (non aggiornatissimo, ma qualcuno funziona). Occhio alle password, in questo caso: altrimenti è meglio utilizzare TOR, più lento ma più sicuro, facendo come ha spiegato il lettore di Punto Informatico. Se si vuole qualcosa in più, ivi compreso lo scoprire quante persone già ci sono, si può cominciare a pensare davvero alle Darknet, le uniche realtà che, ad oggi, lasciano fuori i ficcanaso con la forza bruta. Abbiamo già citato più volte OneSwarm, ma a quella ce ne sono da aggiungere altre: due esempi sono Freenet e I2P, che hanno il grosso vantaggio di avere un gateway di uscita su Internet. Insomma, c’è da cercare e lavorare un po’ sul PC per mettersi in condizione di non essere più “disturbati”, ma si può fare. Sarebbe bello se questo tipo di traffico, grazie a una sorta di improvvisa intesa extrasensoriale tra netizen, sparisse dalla luce del giorno per spostarsi dove nessuno può più sbirciare. Servirebbe a far capire con le maniere forti che i cittadini non sono disposti né a sottostare a censure così palesi e inutili, né a veder derubricare con tanta superficialità un problema di ben altre proporzioni a semplice atto di repressione dei piratacci cattivi. Per l’ennesima volta: il problema è altrove, perché non tutti sono dei cattivacci da punire come quelli pizzicati con l’Operazione Uncino. Marco Valerio PrincipatoFonte: http://nbtimes.it/editoriali/4942/the-pirate-bay-oscurata-e-filtrata-e-adesso.htmlLicenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/deed.it 105 Visto | 0 Risposte
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by yanfry inserita: Novembre 27, 2009, 10:44:07 amArtisti, attivisti, hackers - in una parola gli “artivisti” - organizzano una tre giorni di attività, studio, condivisione e divertimento. Fra seminari, workshop, presentazioni e performance, un programma denso declinato all’insegna dell’opensource, dove si esploreranno tematiche legate ai social network, al cyberpunk, al fake e ai nomi collettivi, fino ad arrivare alla realtà aumentata. La partecipazione e l’ingresso all’evento sono, naturalmente, aperti e gratuiti. AHAcktitude '0927-28-29 novembre - CS Cantiere, via Monte Rosa 84, Milano Tre giorni di workshop, seminari, attività e attivismo, arte, musica, condivisione e incontri su *Activism-Hacking-Artivism* A Milano il 27,28, 29 novembre si incontrano gli *artivisti* della lista AHA presso il Cs Il cantiere per dare vita ad AHAcktitudeTecnologia, musica, internet, letteratura, telecomunicazioni, marketing, social network e arte saranno declinati all'insegna dell'open source e della messa in comune suggerendo approcci, atteggiamenti diversi ma comunicanti e modi di esplorare, interpretare, agire la nostra condizione di esseri tecnologicamente modificati. AHAcktitude è organizzato in collaborazione con il centro sociale Il cantiere dai componenti della mailing-list aha@ecn.org nata nel 2002 all'interno del progetto AHA: Activism-Hacking-Artivism fondato nel 2001 da Tatiana Bazzichelli, volto a promuovere il networking, le pratiche artistiche e l'attivismo politico e sociale (*artivismo*). Adottando la stessa strategia degli Hackmeeting, AHAcktitude viene organizzato e gestito direttamente dai partecipanti che possono proporre nella lista aha@lists.ecn.org seminari o progetti che intendono condividere. Per questo dall'anno scorso gli iscritti di *AHA *si incontrano periodicamente, ogni volta in una città diversa, per aprire le scatole nere, per mettere le mani dentro i dispositivi della tecnologia, della comunicazione e dell'immaginario, per decostruire i saperi ufficiali e condividerne di nuovi. Artisti-attivisti, hacker artistici, attivisti socio-artistici, chiamateli come volete, i 600 iscritti alla lista *AHA* sono solo una parte di tutte quelle persone che, in Italia e nel mondo, sanno che il mezzo non è solo il messaggio, ma anche il massaggio e il mixaggio. Ribadiscono che non basta lamentarsi della tv (generalista, comunitaria o di nicchia) e neanche blaterare sulla comunicazione alternativa, ma che occorre costruire esperienze, perché la comunicazione senza i corpi, comunica solo i messaggi preconfezionati, e il corpo senza intelligenza produce solo manipolazione.L'incontro che si terrà a Milano il 27-28-29 novembre si propone di creare rete, mettere in condivisione progetti e costruire nuove oper-azioni per il futuro. *AHAcktitude* nasce come uno spazio di dialogo e di condivisione di conoscenze, con l'obiettivo di apprendere e diffondere pratiche e saperi in un ambiente libero e senza censure. Perché gli esseri umani valgono più della merce, e non saremo soddisfatti finché la vita di chi ha qualcosa vale più della vita di chi non ha nulla. Programma e maggiori info su: http://www.ahacktitude.org/event 536 Visto | 0 Risposte
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by yanfry inserita: Novembre 15, 2009, 03:13:37 amIl presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti chiede a tutti gli amministratori locali di firmare l'appello affinché lo Stato italiano riconosca l'accesso a Internet grazie alla banda larga come servizio universale. "L'accesso - ha affermato Zingaretti - deve essere universale, poiché esserne esclusi significa vivere una nuova forma di disuguaglianza che penalizza, oltre ai cittadini, anche le aziende. Per questo chiediamo al Governo italiano riconoscere il diritto all’accesso ad internet in banda larga come servizio universale”. “Chiedo - ha continuato Zingaretti - ai presidenti di Regione, Provincia, sindaci di intervenire: a chiunque sia impegnato nel confronto con i bisogni dei cittadini e delle imprese nella speranza che la nostra richiesta arrivi in Parlamento". L'APPELLO "BANDA LARGA COME SERVIZIO UNIVERSALE"La decisione recentemente adottata dal governo finlandese di riconoscere l’accesso in banda larga ad internet come servizio universale può rappresentare, a livello europeo, uno straordinario incentivo alla costruzione di una nuova prospettiva di investimenti, crescita, occupazione legati all’innovazione tecnologica. È infatti, ormai, dimostrato, e confermato anche dal Governo italiano, che lo sviluppo delle cosiddette “infrastrutture della conoscenza” rappresenta una delle sfide cruciali per uscire dalla crisi garantendo una ripresa economica stabile e duratura. Come amministratori locali, quotidianamente impegnati nel confronto con le richieste dei cittadini e delle imprese dei nostri territori, siamo da tempo consapevoli della crescente importanza che internet ha assunto nella vita delle persone come indispensabile strumento di socialità, informazione e conoscenza, nonché come infrastruttura di collegamento per molte applicazioni o servizi, anche per servizi fondamentali legati alla medicina, alla mobilità, o all’ambiente. Oggi, essere esclusi dall’accesso alla Rete significa vivere una nuova forma di disuguaglianza nella fruizione delle opportunità offerte dalla società globale. Non intervenire per ridurre questa disuguaglianza penalizza le nostre imprese e rende l’Italia meno competitiva nel mondo. Per questo rivolgiamo un appello al Parlamento e al Governo affinché, anche in Italia, una legge dello Stato riconosca l'accesso ad internet in banda larga come "servizio universale" e quindi come diritto di tutti i cittadini, superando i limiti del D.P.R. 318/97 e aprendo un’ampia riflessione con tutti gli operatori, le istituzioni e le amministrazioni locali, gli attori economici e sociali per un modello di sviluppo dell'infrastruttura che valorizzi al meglio le risorse economiche e di rete, pubbliche e private, già presenti e che dovranno essere messe in campo. Ci impegniamo, inoltre, su un tema così importante per il futuro del nostro Paese a sostenere, a partire dalle nostre amministrazioni, una vasta campagna di informazione e sensibilizzazione rivolta ai cittadini per diffondere la conoscenza della Rete, delle sue opportunità, dei suoi diritti. Per aderire all’appello manda una e-mail all’indirizzo bandalarga@provincia.roma.it Fonte: http://www.provincia.roma.it/news/appello-del-presidente-zingaretti-banda-larga-come-servizio-universale 373 Visto | 0 Risposte
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by yanfry inserita: Novembre 08, 2009, 12:30:55 pmVi posto con molto piacere l'articolo del blog di Scambioetico in cui si esaminano i provvedimenti del Pacchetto Telecom alla luce del risultato della riunione di Conciliazione del 4 novembre scorso, in cui gli Europarlamentari, anche grazie alle migliaia di mail/fax/telefonate dei cittadini europei e delle decine di associazioni per la difesa dei diritti civili e digitali delle varie nazioni, hanno provveduto alla stesura di un articolo che dichiara che Internet è uno strumento essenziale per l’esercizio concreto delle libertà fondamentali, in cui viene citato esplicitamente l’obbligo di rispetto del diritto alla privacy e stabilisce che un processo deve essere preceduto da un’istruttoria nella quale si deve formare la prova della colpevolezza e dove sia possibile esercitare il diritto alla difesa mettendo come eccezioni alla sospensione dei diritti i soli casi di guerra, calamità naturali o comunque quando sia in pericolo la sopravvivenza della nazione stessa. In sostanza, sebbene la Net Neutrality non venga completamente garantito nel resto dalla normativa (e per questo è necessario continuare ad impegnarsi), con l’articolo 1.3a, si mette un freno deciso a leggi come l'Hadopi2 (vedremo come i Francesi reagiranno nei prossimi mesi) proibendo la risposta graduale (i 3-strikes) e tutelando quei diritti e quei valori che sono cari a tutti coloro che vedono nella Rete un eccezionale mezzo di libera espressione e democrazia. L’articolo che sostituisce il glorioso emendamento 138 rivela, all’analisi di ScambioEtico, forti ed efficaci protezioni per i cittadini europei contro la risposta graduale (3-strikes) e la capacità di mettere dei paletti al blocco di servizi e applicazioni. Una grande vittoria per i cittadini europei, gli attivisti e il Parlamento.3a. Le Misure adottate dagli Stati membri per quanto riguarda l’accesso o l’utilizzo di servizi e applicazioni attraverso reti di comunicazione elettronica degli utenti finali devono rispettare i diritti fondamentali e le libertà delle persone fisiche, quali sono garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dai principi generali del diritto comunitario. Ognuna di queste misure relative all’accesso degli utenti finali o all’utilizzo di servizi e di applicazioni tramite comunicazioni elettroniche che siano suscettibili di limitare questi diritti fondamentali o queste libertà possono essere imposte unicamente se sono appropriate, proporzionate e necessarie all’interno di una società democratica e la loro attuazione deve essere oggetto di adeguate garanzie procedurali in conformità con la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e con i principi generali del diritto comunitario, compresa un’effettiva tutela giurisdizionale e giusto processo. Di conseguenza, tali misure possono essere prese solo con il dovuto rispetto del principio della presunzione di innocenza e il diritto alla privacy. Deve essere garantita una preventiva procedura equa e imparziale, compreso il diritto della persona o delle persone interessate di essere ascoltate, ferma restando la necessità di opportune condizioni e modalità procedurali in casi debitamente giustificati d’urgenza in conformità alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Il diritto ad un’efficace e tempestiva revisione giudiziaria deve essere garantito.Disposizioni agli Stati MembriNel primo paragrafo l’articolo specifica che le disposizioni contenute sono dirette soltanto agli Stati Membri, a causa dell’imposizione del Consiglio di non avere disposizioni dirette alle autorità regolatorie nazionali. Il paragrafo è di massima rilevanza perché conferma il principio secondo il quale l’accesso a Internet è uno strumento essenziale per l’esercizio concreto di certe libertà fondamentali. Per superare la limitazione suddetta, il Parlamento ha utilizzato 3 eleganti sistemi che estendono agli attori privati dei precisi vincoli a protezione dei cittadini: - modificare nel secondo paragrafo il testo da “Any of the above measures” (”ognuna delle suddette misure”) in “Any of these measures” (”ognuna di queste misure”) e ribadire, come ulteriore protezione per i cittadini, che anche la loro attuazione deve rispettare le condizioni specificate; - imporre esplicitamente il rispetto del diritto alla privacy - “connettersi” alle disposizioni degli artt. 21.3(b) e 20.1(b) della direttiva servizio universale e diritti degli utenti modificandone la portata Net Neutrality: Articoli 21.3(b) e 20.1(b) direttiva 2002/22/CE (emendata – rapporto Harbour)Gli articoli citati impegnano i fornitori di connettività ad informare gli utenti in merito alle “condizioni che limitano l’accesso a, e/o l’utilizzo di, servizi e applicazioni, dove tali condizioni sono permesse dalla legge nazionale in accordo alla legge comunitaria“. Estendendo alla giurisdizione della legge comunitaria, tramite l’art. 1.3a della direttiva quadro, le misure atte a limitare l’accesso o l’utilizzo di servizi e applicazioni in Internet, ed in particolare specificando che tali misure devono rispettare la Convenzione nonché i principi generali del diritto comunitario, il Parlamento ottiene l’effetto di porre dei limiti alla violazione della Net Neutrality. In questo modo i pericolosi “emendamenti AT&T” sono attenuati. In tutti quei casi in cui una limitazione all’utilizzo o all’accesso di servizi e applicazioni lede uno qualsiasi dei diritti degli utenti finali, sanciti dalla legge comunitaria e/o dalla Convenzione, tale limitazione è illegittima, indipendentemente dalle considerazioni sulle pratiche anticompetitive. Nell’ambito della Net Neutrality appare di grande rilevanza il fatto che essa è garante della libertà di espressione e di informazione. Ora, il blocco completo di taluni servizi e applicazioni può danneggiare gravemente tali libertà, garantite dalla Convenzione, e pertanto i fornitori di connettività non potranno metterlo in atto. Fra i citati servizi e applicazioni appaiono di capitale importanza l’accesso al World Wide Web con rispetto della end-to-end connectivity e l’accesso a network p2p. Diritto alla privacyCitando esplicitamente l’obbligo di rispetto del diritto alla privacy nei parametri che devono essere soddisfatti, viene raggiunto un duplice scopo. In primo luogo, si proibisce esplicitamente la pratica di raccolta di indirizzi IP da parte di società private che sorvegliano i network p2p alla ricerca di possibili violazioni del copyright. Tali società, incaricate dalle federazioni antipirateria, sono solite cercare di correlare, tramite la collaborazione volontaria o forzata degli ISP, tale indirizzo al nome dell’intestatario della linea ADSL, che diventa quindi sospettato di violazione di copyright. Successivamente si minaccia la persona di una citazione in giudizio e si offre un accomodamento extragiudiziale con un pagamento in denaro. La sentenza della Corte Suprema austriaca sul caso Tele2 contro LSG è di capitale importanza in quanto è stata emessa in base all’opinione della Corte Europea di Giustizia.... 317 Visto | 0 Risposte
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by yanfry inserita: Ottobre 27, 2009, 12:00:20 pmL’europarlamentare del Partito Pirata svedese, all’interno del gruppo dei Verdi, Christian Engström, definisce con queste parole la presa di posizione del Consiglio dell’Unione Europea ai triloghi del 22 ottobre. Vi proponiamo la traduzione del suo significativo articolo. Link all’articolo originale.Giovedì 22 ottobre c’è stato un meeting per un trilogo sul pacchetto telecom. I tre negoziatori del Parlamento Europeo si sono incontrati con i rappresentanti del Consiglio dei Ministri per discutere un testo per rimpiazzare il famoso Emendamento 138. Il Consiglio dei Ministri ha avanzato la seguente proposta. Le aggiunte rispetto al testo sul quale la delegazione del Parlamento ha raggiunto un accordo sono in grassetto mentre le cancellazioni sono tra parentesi. 3a. Measures taken by Member States regarding end-users’ access to or use of services and applications through electronic communications networks shall respect the fundamental rights and freedoms of natural persons, as guaranteed by the European Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms and general principles of Community law.
Any of the above measures liable to restrict those fundamental rights or freedoms may therefore only be (taken in exceptional circumstances) and imposed if they are appropriate, proportionate and necessary within a democratic society, and shall be subject to adequate procedural safeguards in conformity with the European Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms and with general principles of Community law, including effective judicial protection and due process. (In particular, any) These measures (may only be adopted as a result of a prior), shall respect the requirements of a fair and impartial procedure (ensuring inter alia that the principle of presumption of innocence and) including the right to be heard of the person or persons concerned (be fully respected. Furthermore), and the right to an effective and timely judicial review (shall be guaranteed).
This shall not affect the competence of a Member State, in conformity with its own constitutional order and with fundamental rights, inter alia, to establish a requirement of a judicial decision authorising the measures to be taken and to adopt urgent measures in order to assure national security, defence, public security and the prevention, investigation, detection and prosecution of criminal offences. Siete liberi di confrontare questo testo con i testi precedentemente proposti da Consiglio e Commissione. Se non avete tempo o voglia per effettuare un’analisi comparativa del testo, vi fornisco un rapporto riepilogativo: Il Consiglio ha rimosso tutti gli emendamenti che il Parlamento ha inserito per garantire che nessuno possa essere disconnesso dalla rete senza almeno un processo precedente, ed è ritornato su una posizione che è identica nella sostanza ha ciò che Consiglio e Commissione hanno precedentemente proposto.Un riepilogo ancora più succinto: Il Consiglio mostra il proprio totale disprezzo per il Parlamento ignorando del tutto il suo punto di vista. I ministri hanno l’intenzione di dare una lezione al Parlamento e far vedere una volta per tutte chi è che comanda.Questa procedura è chiamata “co-decisione”, nel caso ve lo chiedeste. Viene spesso citata come esempio di quanto democratica sia l’Unione Europea. Attachment: Il documento del Consiglio in pdf. Paolo BriniFonte: http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=4113 426 Visto | 0 Risposte
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by R.Perego inserita: Ottobre 21, 2009, 12:37:42 amCaduto il 138 emendato vocalmente nonostante le proteste di parte del parlamento europeo
Scusate la brevità ma attendiamo il testo ufficiale con il quale Trautmann e Vidal-Quadras si presenteranno domani di fronte a Commissione e Consiglio, per dare una valutazione effettiva del nuovo pacchetto telecoms
Grazie per lo sforzo anche inutile
Associazione Scambio Etico 385 Visto | 0 Risposte
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by yanfry inserita: Ottobre 14, 2009, 09:08:54 amCome purtroppo si era capito, nei triloghi a porte chiuse del pomeriggio del 13 ottobre, Catherine Trautmann (S&D) relatrice, lejo Vidal-Quadras (EPP) presidente e Reul, unici delegati ammessi, cancellano l’emendamento 138 accettando come base di negoziato il testo proposto dalla Commissione ( un testo che sovverte quanto enunciato nel 138) usando come scusante un rapporto dei servizi legali del parlamento consegnato guarda caso il giorno precedente (rapporto fortemente criticato da Lambrinidis (S&D), Ek (ALDE ) e Lamberts (G/EFA) che insieme a Toia (S&D), Pittella (S&D), Britt-Svensson (GUE/NGL) e Engstrôm (G/EFA) confermano le posizioni di difesa dell’emendamento 138 originale). L'emendamento 138, già approvato sia in prima sia in seconda lettura del Pacchetto Telecom da una maggioranza dell'88% dei membri del Parlamento difende le libertà fondamentali dei cittadini europei vietando azioni come le disconnessioni automatiche da Internet sulla base di sospetti in assenza della sentenza di un magistrato (tanto amate dal presidente Sarkozy e viste con interesse in inghilterra in italia ed in germania) ed aiuta a difendere il principio legale di mere conduit, senza il quale la tutela della privacy sarebbe minacciata e gli ISP potrebbero deicdere quali e contenuti devono viaggiare sulla rete ed in che modo. Sembra strano come si voglia sostenere che la Neutralità della Rete è un problema che affligge gli Stati Uniti, non l’Europa quando già oggi in Spagna, Italia, Francia e Germania le principali società mobili blocchino l’uso del VoIP, Skype incluso, e dei newsgroups, e che British Telecom e altri operatori abbiano ufficialmente in progetto di bloccare o rallentare drammaticamente i contenuti video di quei distributori che non pagheranno delle tariffe addizionali: cioè non sarà più sufficiente pagare volume di traffico e/o larghezza di banda, ma ci vorranno anche dei “pagamenti addizionali” per avere la garanzia che i propri contenuti vengano correttamente veicolati da una certa società di telecomunicazioni. La cancellazione dell’emendamento 138 è un colpo grave inferto a Internet e alle libertà fondamentali dei cittadini europei, invitiamo i cittadini europei e la stampa ad interrogarsi: chi vuole la limitazione delle libertà in Europa e in Internet, e perché? Licenza http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/4641 Visto | 0 Risposte
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by R.Perego inserita: Ottobre 05, 2009, 10:47:51 pm Anche per il vostro interesse Nonostante che nelle due precedenti letture il Parlamento Europeo si sia espresso a favore di una irrinunciabile libertà , il consiglio chiede che venga stralciato l'ex emendamento 138 ora art. 8.4 h nella Direttiva Quadro, che afferma un fondamentale principio legale relativo a Internet Articolo che preserva la libertà della rete libertà fondamentale quali libertà di espressione, di informazione, e sopratutto il diritto di un equo processo, libertà che sarebbe cancellata dalle politiche quali, la disconnessione automatica dalla rete con semplici sospetti e senza intervento della magistratura, elimina il concetto di mere coduit, principio che impedirebbe di fatto a gli isp di gestire le connessioni dei loro clienti Cosa vi chiediamo?? Vi chiediamo ancora una volta di contattare i nostri rappresentanti al parlamento europeo , e i 27 del gruppo di conciliazione , per fargli capire che non siamo in accordo con il loro bisogno di imbrigliare la rete, e metterla al servizio delle major e degli interessi economici che la vorrebbero controllata E vi chiediamo di farlo subito , in quanto già dal giorno 7 ottobre si riuniranno i parlamentari del gruppo di conciliazione A tale proposito potete trovare qui : http://www.megaupload.com/?d=XROD3M03l'elenco degli indirizzi dei NS rappresentanti e di quelli dei parlamentari del comitato Sicuri di una vostra pronta presa di posizione vi ringraziamo Associazione Scambio Etico 455 Visto | 0 Risposte
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by R.Perego inserita: Settembre 29, 2009, 09:55:14 am  | Nonostante la mobilitazione delle principali associazioni di difesa dei diritti umani e della rete, il Parlamento Europeo ha scelto di non di riaprire il Pacchetto Telecom al fine di salvaguardare la Net Neutrality e non ha preso una posizione chiara di difesa dell’Emendamento 138 |
Nella prima riunione dei delegati del Comitato di Conciliazione, che aveva come compito decidere quali parti il Parlamento avrebbe proposto per il negoziato in conciliazione, solo Eva Britt Svensson di GUE/NGL e due europarlamentari dei Verdi si sono mossi in difesa della Net Neutrality. Mentre tutti gli altri si sono mostrati insensibili alla necessità di riapertura di alcune parti del Pacchetto Telecom al fine di impedire la totale fruizione di Internet, tradendo di fatto le aspettative e le richieste molti loro elettori. La giornata di oggi rappresenta un deciso passo avanti verso una fruizione della rete molto più limitato. La lotta per impedire una parzializzazione di Internet non è ancora finita sebbene la Neutralità della rete oggi abbia subito una sconfitta gravissima. Non è nemmeno stato raggiunto un consenso diffuso a difesa dell’emendamento 138, che ora rimane l’unico articolo tra le 5 direttive a difendere le libertà fondamentali dei cittadini europei auspichiamo che il Parlamento assuma una posizione di difesa dell’emendamento contro la volontà del Consiglio di cancellare anche questo. Per questo motivo chiediamo a tutti di scrivere telefonare o faxare ai nostri rappresentanti nel parlamento europeo al fine di sensibilizzarli ancor di più sul bisogno di una rete libera , e non imbrigliata dalle major e dai detrattori di una libera informazione, affinché facciano pressioni per un totale rispetto della Net Neutrality Qui http://www.megaupload.com/?d=XROD3M03 potete trovare la lista degli indirizzi dei parlamentari europei del comitato di conciliazione e dei ns rappresentanti in europa Sicuri di una vostra pronta mobilitazione vi salutiamo, in attesa di potervi dare più rassicuranti notizie Associazione Scambio Etico www.scambioetico.eu 406 Visto | 0 Risposte
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by R.Perego inserita: Settembre 28, 2009, 01:35:28 pm Ad essere sinceri siamo tutti ad avere bisogno del sostegno di tutti Ecco a voi Traduzione del comunicato stampa de La Quadrature du Net : http://www.laquadrature.net/en/act-now-the-future-of-eu-internet-may-be-sealed-tonightBrussels, 28 settembre – La prima riunione di conciliazione concernente il Telecoms Package avrà luogo stasera alle 19.30. In questa riunione, 27 membri del Parlamento Europeo e 27 rappresentanti del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea decideranno del futuro di Internet in Europa. Sceglieranno se correggere o mantenere le dannose disposizioni votate in seconda lettura dal Parlamento sotto l’influenza della AT&T. I relatori e i rappresentanti della Presidenza Svedese finora si sono apposti a quest’idea. I cittadini europei hanno solo poche ore per chiedere agli europarlamentari di difendere l’innovazione, la competitività e i diritti fondamentali dei cittadini in Europa. Durante la procedura di conciliazione, l’intero quadro regolatorio di Internet verrà negoziato. Nella prima riunione i membri del comitato decideranno sul perimetro cruciale dei negoziati. Da questa decisione dipenderà il fato della Neutralità della Rete in Europa. Finora, la relatrice Catherine Trautmann e il ministro in carica per la Presidenza Svedese Torstensson hanno espresso la volontà di negoziare solo l’”emendamento 138″, di cui il Consiglio si vuole sbarazzare. [1] Ciò significherebbe l’approvazione delle disposizioni dannose che consentono agli operatori di uccidere la Neutralità della Rete al fine di prendere il controllo di Internet. [2] Queste disposizioni che consentono di limitare l’accesso ai servizi e alle applicazioni di Internet, votate in Seconda Lettura sotto l’influenza di AT&T [3], diventerebbero quindi legge in Europa. “Trautmann e Torstensson stanno cercando di far credere a tutti che la Neutralità della Rete debba essere trattata separatamente, dopo del Telecoms Package, ma questa è una scusa che non regge. Sanno che la Neutralità della Rete è già nel Telecoms Package, perché gli emendamenti di AT&T consentono agli operatori di prendere il controllo di Internet. Devono ammetterlo e fare ciò che è meglio per la competitività dell’Europa e per i diritti fondamentali dei cittadini, a qualsiasi costo. Internet è molto più importante per il futuro delle nostre società di quanto non lo sia l’efficienza del processo legislativo dell’Unione Europea.” spiega Jérémie Zimmermann, portavoce del gruppo di difesa dei cittadini La Quadrature du Net. I cittadini di tutti gli Stati Membri hanno poche ore per chiamare tutti i Membri del Parlamento Europeo che fanno parte della delegazione del comitato di conciliazione. [4] Possono trovare argomentazioni nelle lettere spedite da La Quadrature [5], nella lettera aperta [6] firmata da più di 70 associazioni in 15 Stati Membri (inclusi ISOC, CCC, Reporters without Borders e le principali associazioni di difesa dei consumatori) nel memo di 2 pagine e nel dossier completo di 22 pagine sulla Neutralità della Rete “La Conciliazione deve lasciar spazio ad una chiara disposizione legislativa che affermi che i principi fondamentali di un Internet priva di discriminazioni hanno uno status più altro della convenienza a breve termine di modelli di business di interesse specifico. Risulta importantissimo che i cittadini che amano Internet agiscano insieme ora. Abbiamo bisogno di sfruttare questa opportunità unica per aiutare i decisori europei ad evitare di commettere un errore irrimediabile.” conclude Zimmermann Qui http://www.megaupload.com/?d=XROD3M03 potete trovare la lista degli indirizzi dei parlamentari europei del comitato di conciliazione e dei ns rappresentanti in europa Vi esortiamo a scrivere a tutti chiedendo che la libertà della rete venga preservata sia da gli interessi di pochi che dalla voglia di sopprimere la conoscenza Grazie 333 Visto | 0 Risposte
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by R.Perego inserita: Settembre 24, 2009, 12:24:07 pm Telecoms Package: Terza lettura Volenti o dolenti si ricomincia Cosa chiediamo ai nostri associati, iscritti e ai visitatori del forum dell'associazione ? Chiediamo un ulteriore sfozo ed impegno per ricordare a gli europarlamentari , siano essi italiani che di altra nazionalità che la la liberta della rete è essenziale per una crescita culturale senza limitazioni e barriere. E come possiamo ricordarglielo???Nell'unico modo democratico concessoci , comunicandogli il nostro disagio, la nostra paura che dalla terza lettura del Telecom Package esca una legge che di fatto limiti la libertà della rete Quali sono gli strumenti che abbiamo a disposizione per comunicare questo nostro disagio ai parlamentari europei? Sono la nostra voce , e la nostra "penna" di seguito potrete trovare una lista comprendente i parlamentari Italiani con numero di telefono mail e fax e la lista dei conciliatori del Telecom Package http://www.megaupload.com/?d=XROD3M03 Cosa dobbiamo fare con questi strumenti?Dobbiamo utilizzarli per far conoscere il nostro pensiero a riguardo di ciò che si sta tentando di fare alla libertà della rete Potevamo allegare a questo topic un facsimile di messaggio , ma non crediamo che un invio di migliaia di mail identiche possa sortire l'effetto desiderato crediamo invece che se ognuno esternerà il proprio pensiero comunicandolo ai parlamentari li obbligherà a considerare quali saranno le implicazioni di quelle limitazioni che determinati gruppi economici chiedono di implementare a livello di normativa Europea. Vi chiediamo quindi di scrivere, faxare o telefonare ai nostri rappresentanti e ai parlamentari conciliatori che la Neutralità della Rete è essenziale per la libertà di espressione, che venga difeso l'ex emendamento 138 (ora art. 8.4 h) già due volte approvato dal Parlamento Europeo, essenziale per impedire la strumentalizzazione del Pacchetto Telecom. Vi ricordo inoltre che una civile e democratica protesta prescinde ed esclude il ricorso al turpiloquio e all'offesa Sicuro di una vostra pronta e affermativa risposta vi ringrazio fin d'ora della partecipazione a questa iniziativa R.Perego 405 Visto | 0 Risposte
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by R.Perego inserita: Settembre 11, 2009, 12:13:17 pm SOTTOSCRIVIAMO IL MANIFESTO DI INTERNET Quindici blogger tedeschi hanno redatto il “manifesto del giornalismo ai tempi di internet”. Ce ne ha dato notizia, in Italia, Marco Pratellesi dalle colonne di Corriere.it. Il manifesto è la perfetta sintesi di quello che dovrebbe essere il giusto approccio con la rete, con il nuovo modo di informare e con gli strumenti del web 2.0. Credo sia giusto che la blogosfera italiana diffonda e sostenga questo documento. Personalmente invierò il manifesto a tutti i Colleghi parlamentari, chiedendo loro di sottoscriverlo: dopo la nascita dell’Intergruppo Parlamentare 2.0, un’ampia e trasversale sottoscrizione di deputati e senatori sarebbe un importante segnale della nuova considerazione che le Istituzioni italiane stanno riservando alla rete. Nei prossimi giorni vi darò notizia dell’esito di questa iniziativa. Intanto, chi volesse sottoscrivere il manifesto (il cui testo integralmente riporto qui sotto), può farlo lasciando un commento. 1. "Internet è diverso" Il nuovo mezzo di comunicazione è molto differente rispetto agli altri media. Chi vuol lavorare nel campo dell'informazione deve adattare i propri metodi di lavoro alla realtà tecnologica di oggi invece di ignorare e contestare il mondo multimediale. Bisogna produrre prodotti giornalistici nuovi e migliori. 2. "Internet è un impero mediatico tascabile" Grazie a internet è possibile fare dell'ottimo giornalismo anche senza immensi investimenti. Il web riorganizza le strutture esistenti dei media abbattendo gli antichi confini che esistevano tra giornali, televisione, radio etc. 3."Internet è la nostra società e la nostra società è internet" Wikipedia, YouTube e i social network sono diventati una parte della vita quotidiana per la maggioranza delle persone nel mondo occidentale. I mezzi di comunicazione, se intendono sopravvivere alla rivoluzione tecnologica contemporanea, devono capire i legittimi interessi dei nuovi utenti e abbracciare le loro forme di comunicazione. 4. "La libertà di internet è inviolabile" Il giornalismo del XXI secolo che comunica digitalmente deve adattarsi all' architettura aperta di Internet. Non è ammissibile che si limiti questa libertà in nome di interessi particolari commerciali o politici, spesso presentati come interessi generali. Bloccare parzialmente l'accesso a internet mette a repentaglio il libero flusso delle informazioni e il diritto fondamentale di informarsi. 5. "Internet è la vittoria dell'informazione" Per la prima volta grazie a Internet l'utente può scegliere realmente come informarsi e attraverso i motori di ricerca attingere a un patrimonio d'informazione immenso. 6. "I cambiamenti apportati da Internet migliorano il giornalismo" Grazie a internet il giornalismo può svolgere un'azione socio-educativa completamente nuova. Ciò significa presentare notizie in continuo cambiamento attraverso un processo inarrestabile. Chi vuol praticare il giornalismo deve essere stimolato da un nuovo idealismo e capire che le risorse offerte da internet sono un incredibile stimolo a migliorare. 7. "La rete richiede collegamenti" La rete è fatta di collegamenti. Chi non li usa si autoesclude dal dibattito sociale e ciò vale anche per i siti web dei tradizionali mezzi di comunicazione. 8. "Linkare premia, citare abbellisce" Chi fa giornalismo online deve offrire all'utente un prodotto sempre più completo. Linkare le fonti e citarle permette di conoscere direttamente e più ampiamente i temi di cui si dibatte. 9. "Internet è la nuova sede per il dibattito politico" Il giornalismo del XXI secolo deve fare in modo che il dibattito politico si trasferisca sempre di più sulla rete così il pubblico potrà partecipare direttamente ai discorsi politici e dire la sua. 10. "Oggi libertà di stampa significa libertà d'opinione" I giornalisti non devono temere che la rete possa sminuire il loro compito di selezionare le notizie e informare. La vera dicotomia che invece internet realizza è quella tra il buon e cattivo giornalismo. 11. "Sempre di più: le informazioni non sono mai troppe" Sin dall'antichità l'umanità ha capito che più informazioni si hanno, più è grande la libertà. Internet è il mezzo che può più di tutti può allargare la nostra libertà. 12. "La tradizione non è un modello di business" Come dimostra già la realtà odierna è possibile fare buon giornalismo su internet e guadagnare denaro. Non bisogna ignorare lo sviluppo tecnologico solo perché secondo alcuni distruggerà le aziende giornalistiche, ma bisogna avere il coraggio di investire e ampliare la piattaforma multimediale. 13. “Il diritto d'autore diventa un dovere civico su Internet” La rete deve rispettare il diritto d'autore, ma anche il sistema del copyright deve adattarsi ai nuovi modelli di distribuzione e non chiudersi nei meccanismi di approvvigionamento del passato. 14. "Internet ha molte valute" Il modo più tradizionale di finanziare i giornali online è attraverso la pubblicità. Altri modi per finanziare i prodotti giornalistici devono esseri testati. 15. “Ciò che rimane sulla rete resta sulla rete” Il giornalismo del XXI secolo non è più qualcosa di transitorio. Grazie alla rete tutto rimane nella memoria degli archivi e dei motori di ricerca e ciò fa in modo che testi, suoni e immagini siano recuperabili e rappresentino fonti di storia contemporanea. Ciò stimola a sviluppare un livello qualitativo sempre migliore. 16. "La qualità resta la più importante delle qualità" Le richieste degli utenti sono sempre maggiori. Perché un utente resti fedele ad un particolare giornale online, quest'ultimo deve garantire qualità e soddisfare le richieste del lettore senza rinunciare ai propri principi. 17. "Tutto per tutti" Internet ha dimostrato che l'utente giornalistico del XXI secolo è esigente e nel caso di un dubbio su un articolo è pronto a studiare la fonte per essere maggiormente informato. I giornalisti del XXI secolo che il lettore cerca non sono quelli che offrono solo risposte, ma quelli che sono disposti a comunicare e a indagare. https://www.blogger.com/comment.g?blogID=8756542443434728520&postID=2146261653759260728&page=1 Visto l'importanza dell'iniziativa l'Associazione Scambio Etico chiede ai suoi soci , i suo iscritti e ai semplici visitatori di sottoscrivere il manifesto Grazie 746 Visto | 2 Risposte
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by Assistente inserita: Agosto 27, 2009, 04:12:20 pm CONTINUIAMO
Dopo il lungo sforzo che ci ha visti all'interno della coalizione OpeNet rappresentati in primis dal ns portavoce Paolo Brini , che saluto cordialmente, e supportati da tutti coloro che si sono resi disponibili alle nostre richieste, lottare per la neutralità della rete, e dopo il meritato riposo estivo rieccoci impegnati a supportare i lavori della coalizione OpenNet per evitare che la terza lettura del pacchetto Telecom non svuoti l'emendamento 138 e che faccia si che ci siano maggiori garanzie di Net Neutrality
A tale scopo il portavoce dell'Associazione Scambio Etico Paolo Brini partecipera ad un seminario promosso dal gruppo parlamentare GUE, che si terrà a Bruxellex il 7 settembre, insieme al rappresentante della Intel ed a quello della BSA quale relatore.
E successivamente a cavallo tra Settembre ed ottobre parteciperà, sempre quale portavoce dell'Associazione Scambio Etico, ad una riunione, che si terra a barcellona, della coalizione OpenNet
Successivamante si dovra ricominciare con le attività di lobby per le necessarie pressioni sugli europarlamentari, fase che ha cottrandistinto il lavoro tardo primaverile inizio estivo dell'associazione
Sicuri di una affermativa risposta da parte di tutti coloro che ci hanno supportato ringrazio tutti quelli che si affiancheranno a noi in questa nuova esperienza
Associazione Scambio Etico
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by R.Perego inserita: Luglio 13, 2009, 12:32:14 pm NON SIAMO UN BLOG MA L'ASSOCIAZIONE SCAMBIO ETICO ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE IN RETE Roma - Nelle ultime settimane è cresciuta in rete una protesta contro il decreto Alfano sulle Intercettazioni voluto del governo Berlusconi che si concretizzerà il prossimo 14 luglio in una manifestazione a Piazza Navona. Il "rumoroso silenzio" dei partecipanti alla iniziativa è nato dall'iniziativa di Alessandro Gilioli, Enzo Di Frenna e Guido Scorza ed ha rapidamente raccolto attenzione e consensi, avvicinando per una volta attorno alla protesta su un decreto del governo giornalisti, blogger e navigatori della rete. La parte sostanziosa del decreto riguarda in realtà l'attività giornalistica e l'utilizzo delle intercettazioni, non solo nell'azione penale ma anche nella correlata attività informativa dei media, mentre un unico articolo contenuto nel testo prevederebbe un improbabile e demenziale "obbligo di rettifica" esteso ai gestori di tutti i siti web, in una ormai ben nota e strumentale parificazione fra una pagina qualsiasi su Internet ad un giornale. Da qui la protesta nata in rete ad affiancare la comprensibile contrarietà professionale dei giornalisti. Nel frattempo, dopo le perplessità del capo dello Stato, l'approvazione del decreto Alfano ha subito un momentaneo stop e gli organizzatori della protesta sul web si sono trovati di fronte al dilemma se continuare o rimandare le iniziative previste. Per quanto mi riguarda vedo con grande simpatia l'aggregazione in rete attorno a tematiche che riguardano i diritti dei cittadini e questa iniziativa va certamente in questa direzione. Nel caso specifico la discussione avvenuta nelle ultime settimane a margine del decreto ha in parte superato le rivendicazioni e i rischi, visto che contatti fra esponenti della rete e parlamentari, prima del rinvio tecnico, avevano reso concreto il possibile stralcio dell'obbligo di rettifica, meglio specificando la sua necessità "solo" nei casi di testate web registrate. Se questo avverrà nei termini corretti (e non dietro improbabili e vaghe rassicurazioni interpretative), per quanto riguarda le tematiche di rete il decreto Alfano perderà molto del suo interesse, rimanendo una norma assai discutibile e pericolosa per l'informazione in generale. Se anche così fosse l'aggregazione attorno alla piattaforma Ning "Diritto alla Rete" potrebbe essere la scusa per iniziare a costruire quello che in Italia in questi 15 anni non c'è mai stato, vale a dire una sorta di movimento trasversale e partecipato attento alle tematiche del diritto all'accesso, capace di dar voce al punto di vista degli utenti di Internet, così come di supportare mille altre meritorie iniziative: un esempio per tutti, sull'onda della mai troppo citata EFF americana, proteggere anche legalmente cittadini della rete ingiustamente accusati. L'altro aspetto potenzialmente positivo di questa protesta potrebbe essere quello di una nuova vicinanza fra giornalisti e blogger, sfiatati da molti anni di incomprensioni e accuse reciproche. Comprendere che la comunicazione dei cittadini per i cittadini ed il giornalismo abitano in Rete territori contigui, spesso intersecati fra loro, non è poi così complicato e le critiche al Decreto Alfano potevano essere una sorta di palestra di una nuova vicinanza non tanto ideologica quanto puramente geografica. Nel caso specifico, complice anche lo sgonfiarsi della discussione legata al rinvio, l'unico effetto palese notato è stato quello dei molti titoli sui giornali che citavano "i blogger" scesi in campo accanto ai giornalisti. Il che, come è noto, esattamente non è. Il diritto all'informazione è un diritto di tutti e come tale va tutelato e difeso in egual misura sia quando si ipotizzano norme che immaginano di regolare i professionisti dell'informazione sia quando invece si mette a rischio la semplice libera espressione dei cittadini su Internet. Si tratta di una sacralità diffusa che va compresa e condivisa e sarebbe ingiusto oggi non ricordare che nel decennio trascorso molte volte simili libertà dei cittadini in questo paese sono state limitate ed offese nella sostanziale indifferenza di quegli stessi media che oggi invece invocano e sottolineano vicinanza ed azioni comuni. I tempi cambiano, fortunatamente, conosco personalmente molti degli animatori e sostenitori della iniziativa di "Diritto alla Rete" e so bene della autenticità delle loro iniziative. Conosco anche, e non da ieri, i limiti e la esile persistenza delle proteste virtuali: mettersi un bavaglio e fotografarsi con la webcam è certamente significativo ma da solo non basta. Così forse avrà senso andare a Piazza Navona martedì prossimo, nella speranza che lentamente, anche in questo paese, sulla spinta di gente come Gilioli e Scorza e di qualche parlamentare illuminato, cresca la coscienza sociale della centralità della rete nelle nostre cose di tutti i giorni. Massimo Mantellini Manteblog Fonte PI 913 Visto | 2 Risposte
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by Luigi Di Liberto inserita: Giugno 11, 2009, 12:07:07 am La ghigliottina è stata disinnescata: il Consiglio Costituzionale francese ha stabilito che il testo della dottrina Sarkozy non è compatibile con il dettato della Costituzione. Le disconnessioni non si abbatteranno sul capo dei cittadini della Rete colti dall'industria nello scambio di contenuti senza l'autorizzazione del detentore dei diritti.Leggi Tutto1446 Visto | 3 Risposte
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by Luigi Di Liberto inserita: Aprile 29, 2009, 04:18:44 pm16799 Visto | 129 Risposte
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by paolojustice inserita: Marzo 24, 2009, 04:26:11 pmLE LIBERTA' DEI CITTADINI EUROPEI E DI INTERNET DEVONO AVERE LA PRECEDENZA SUGLI INTERESSI DELLE SOCIETA' AMERICANE 38626 Visto | 100 Risposte
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by Assistente inserita: Febbraio 16, 2009, 09:32:40 pm Le libertà in Internet sono in grave pericolo. Qualora dovesse essere approvato un insieme di direttive, in discussione al Parlamento Europeo, Internet cambierà così:
- non potrai più collegarti a Internet solo per aver condiviso un file; - sarà possibile conoscere il contenuto del tuo traffico Internet; - non potrai usare liberamente FTP, Skype, chat, p2p; - sarà il tuo provider a scegliere quali siti web potrai visitare e quali no.80591 Visto | 149 Risposte
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by Luigi Di Liberto inserita: Settembre 09, 2008, 08:20:49 pmEgregio Sig. Ministro Sandro Bondi,
prendiamo atto che il Convegno svoltosi al Palazzo del Casino' di Venezia il 28 Agosto scorso, organizzato dal Direttore Generale del Ministero da Lei presieduto, Gaetano Blandini, avente come tema la lotta alla pirateria e la tutela dell'industria culturale italiana, si è concluso con l'intesa di aprire in autunno, presso la Presidenza del Consiglio, un tavolo di lavoro dal quale dovrebbero emergere le strategie per combattere il fenomeno che tanto preoccupa i detentori del diritto d'autore e la filiera che su ciò ha investito soldi creando le proprie attività commerciali.
Ci sembra che la cosa sia del tutto ragionevole, non fosse che, per quanto ha dato a conoscere, a questo tavolo saranno invitati a partecipare solo i rappresentanti di alcune categorie, sicuramente quelle degli autori e dei fornitori di connettività internet, ma ci risulta che non sia prevista alcuna rappresentanza di tutta quell’ampia fascia di utenti del Web che – teniamo a precisare - senza scopo di lucro si scambiano le opere tutelate dalla legge sul diritto d'autore, persone che anche durante questo Convegno sono state "bollate" da alcuni oratori come ladri, per qualcuno addirittura da rieducare attraverso lavori sociali, in base a questa equazione: opera scaricata = mancato acquisto, mancato acquisto = furto. Leggi tutto 4554 Visto | 4 Risposte
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by Luigi Di Liberto inserita: Aprile 27, 2007, 01:03:46 pmAl Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo ItalianoLeggi l'appello 5080 Visto | 1 Risposta
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by Luigi Di Liberto inserita: Novembre 15, 2006, 04:22:24 pmManifestazione per legalizzare il file sharing
Domenica 10 dicembre 2006 a Milano, con inizio alle ore 12, prenderà avvio una marcia da piazza S.Stefano fino a Piazza della Scala, con lo scopo di chiedere al Governo Italiano di abolire la legge Urbani, quella legge che ha reso penalmente sanzionabile lo scambio di opere protette da copyright su internet anche quando non vi è lo scopo di lucro. L'appuntamento è in piazza S. Stefano a cominciare dalle ore 10 con partenza prevista alle ore 12. Percorrendo via Larga, via Albricci, piazza Missori, via Mazzini, piazza Duomo, via S. Margherita la manifestazione si concluderà in piazza della Scala entro le ore 14. Piazza S.Stefano è accanto all'università ed è raggiungibile con la metropolitana gialla (linea 3), scendere alla fermata Missori ed uscire in Piazza Missori, di fronte vi trovate via Albricci e di seguito via Larga, in meno di 5 minuti a piedi sulla destra di via Larga trovate Piazza S.Stefano. L'invito a partecipare è rivolto a tutti coloro che ritengono necessario abolire le norme introdotte alla legge sul diritto d'autore dal DL n°72 del 22/03/2004 come poi modificate dalla legge n. 43 del 31 marzo 2005.
Questa è la prima delle manifestazioni che la costituenda Associazione Scambio Etico mette in campo con l'obbiettivo di legalizzare su internet lo scambio -senza scopo di lucro- delle opere tutelate dal diritto d'autore. E' una battaglia molto ardua ma come Davide batté Golia anche noi possiamo farcela. E' indispensabile essere in molti il 10 dicembre a Milano, occorre dare il primo segnale che la battaglia inizia e che "il Popolo del Peer to Peer" non si ritiene essere criminale, come una legge -imposta dalle pressioni politiche esercitate dalla lobby delle major- declama; non siamo dei ladri come le disgustose pubblicità ci definiscono. Visto che ci chiamano Pirati ci identifichiamo con quelli della Malesia descritti da Emilio Salgari, così come essi combatterono per liberare un popolo dal giogo e sopruso degli Inglesi, noi combattiamo per liberare la cultura, saperi e conoscenza dalla schiavitù di una ormai obsoleta normativa mondiale sul diritto d'autore, completamente stravolta dal principio sano che a suo tempo l'aveva ispirata.
Questo è il momento di tirare fuori l'orgoglio di combattere una giusta causa anche per quelli che frustrati da questa legge criminalizzante non hanno il coraggio di dire basta, noi non siamo ladri, se c'è qualche ladro di cultura, saperi e verità, quelli sono coloro che ci accusano.
Il 10 Dicembre manifestiamo a Milano per dare voce a questo Popolo del P2P che si è stancato di essere denigrato e passa al contrattacco. Per vincere questa battaglia è indispensabile che il 10 dicembre la priorità sia quella di venire a Milano per manifestare la voglia non esser criminalizzati.
Hanno aderito alla Manifestazione:
http://www.tntvillage.org/ http://colombo-bt.org/ http://cineautor.info/ http://copyriotcafe.webcust.prq.se/ http://www.lagazzettadelpirata.net/forum/index.php?act=idx http://www.p2pforum.it/ http://www.partito-pirata.it/ http://www.coolstreaming.us/forum/index.php? http://www.dearpixel.com Unione Regionale della Sinistra Giovanile della Lombardia
L'iniziativa è stata promossa da Scambio Etico
Sostengono gli obbiettivi della Manifestazione: - Marco Cappato - Euro-Deputato Lista Emma Bonino e Membro Segreteria Rosa nel Pugno. - Carlo Gubitosa - Autore del libro "Elogio alla Pirateria" e collaboratore di peacelink.it - Daniele Sepe - Cantautore Dichiarazioni dei sostenitori Aderisco pienamente all'iniziativa.
Chi scambia arte senza scopo di lucro aumentando la conoscenza e la cultura del proprio paese non ha nulla da nascondere, e fa bene ad agire a volto scoperto. Chi si dovrebbe nascondere, ma dalla vergogna, sono tutti i politici che hanno votato la legge Urbani del centro destra e la riforma sul diritto d'autore del centro sinistra, leggi fatte per tutelare interessi economici di pochi a danno della liberta' di tutti.
Purtroppo non potro' essere fisicamente presente, ma saro' con voi con un gesto simbolico. Nella giornata della manifestazione anch'io scendero' allo scoperto, ma nel cyberspazio, e al posto del nickname che uso su Emule, mettero' il mio nome e cognome.
Buon lavoro
Carlo Gubitosa Sono anni che ascolto i lamenti degli industriali della musica. Prima la cassetta Philips, poi il cd master e infine internet. Il sapere deve girare, la formula delle aspirine così come la musica. Chi non ha voglia di regalare al signor Sony o a Mister Dalla 36 euro per 45 minuti di musica può scaricare quel che vuole. State certi che se poi gli piace assai il cd farà pure lo sforzo di comprarlo. I miei cd costano 10 euro e sono corredati di un libretto di almeno 30 pagine con foto e contributi scritti, un vero e proprio libro accluso. E' per questa ragione che quando vedo su emule la mia discografia completa disponibile per il download non solo non mi spavento, ma mi fa piacere. E' per questo che senza uno straccio di promozione in cd come "viaggi fuori dai paraggi" ha venduto più di 40.000 copie. I piagnistei di gente che di certo non ha mai sofferto la miseria e mai la soffrirà mi sembrano veramente fuori luogo. Se lucrare con la musica è da tanti anni un così cattivo affare come mai non smettono? Daniele Sepe
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